N. 130 Elena Farinelli
da 20,00 €
- Poster prodotto in Italia con stampa Giclée in alta qualità a 10 colori
- Carta Fine Art Innova in alphacellulosa da 210 gr, certificata ISO 9706
- Timbrato a secco “The Ferrareser”
- Cornice non inclusa
N.B. I poster vengono stampati ogni settimana in base agli ordini ricevuti e non sono disponibili in pronta consegna. Dopo l’ordine attendi conferma via mail per il ritiro di persona, oppure scegli la spedizione con corriere espresso in tutta Italia.
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Illustrazione di Elena Farinelli @_elenafarinelli_
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Sono nata a Ferrara nel 1981, città dove tuttora vivo, e mi sono laureata al DAMS di Bologna in tempi ormai remoti. Dopo svariate esperienze artistiche sono approdata definitivamente, per vocazione, nel mondo dell’illustrazione. Ho frequentato workshop di fumetto e di illustrazione e partecipato a diversi concorsi. Alcune mie illustrazioni sono state pubblicate sulla rivista ILLUSTRATI di Logosedizioni e ho collaborato per alcuni anni con la webzine Pellicano Papers. Lavoro principalmente in digitale per una questione di spazio ma porto sempre con me le matite e il mio taccuino.
Descrizione
Alle porte della città, vicino al centro abitato di Aguscello, si erge abbandonato e avvolto dal mistero, l’ex ospedale psichiatrico infantile che tutti chiamano “pedagogico”. Un tempo villa signorile acquistata dalla CRI e trasformata nel dopoguerra in ospedale psichiatrico, la struttura funzionò fino agli anni ’70 e poi venne chiusa in circostanze mai completamente chiarite. La vulgata parla di un luogo governato da suore severe, dove i piccoli pazienti subivano esperimenti medici, maltrattamenti e venivano perfino seppelliti di nascosto in una fossa comune nel bosco. Tra le storie più inquietanti quella di un bambino, Filippo Erni, rinchiuso in una stanza all’ultimo piano per una grave patologia, e morì suicida lanciandosi dalla finestra o dalla tromba delle scale. Dopo la chiusura, la villa è diventata meta di cacciatori di fantasmi, che raccontano di passi inquieti nei corridoi o di una vecchia giostrina che gira da sola nella cappella adiacente, come se a spingerla fossero anime inascoltate. La struttura oggi è recintata, gli ingressi murati ne impediscono l’accesso, eppure il suo fascino sinistro persiste tra storia e leggenda.


